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Alfonso Amendola insegna Sociologia degli audiovisivi sperimentali presso l’Università di Salerno. Si occupa principalmente di consumi di massa e immaginari d’avanguardia. Lavora come consulente aziendale e project-manager per imprese, centri di ricerca e festival.

Qual è, secondo lei e secondo la sua esperienza, l’importanza degli eventi territoriali?

Oggi più che mai -nel tempo di una spinta globalizzazione- risulta necessario creare eventi e spazi di aggregazione territoriali. Il valore e’ duplice. Un primo valore e’ di stampo socio-culturale: gli eventi territorializzati rappresentano un forte motivo di unità, condivisione progettualità e ritrovato tessuto identitario. Immediatamente dopo, abbiamo un valore di natura strettamente economico-turistico ossia gli eventi territorializzati possono essere dei veri e propri “volani” comunicazionali che ben usati e calibrati possono essere degli spazi di conoscenza, diffusione, “pubblicità” e scoperta dei territori, appunto.

Al Campagna Village sport, musica e gastronomia saranno i protagonisti indiscussi. Quale è la loro importanza e il loro valore formativo?

Abbiamo una tripartizione che per lungo, troppo, tempo non hanno trovato una sana coabitazione. Ora – proprio grazie a kermesse come queste- possono trovare una comune amalgama. Tutte e tre le categorie sono legate allo star bene. Lo sport per la salute, la gastronomia per il gusto e la Musica per la sensibilità. Elaborare e progettare eventi che possano pensare queste tre discipline come un unico “flusso” e’ sicuramente un obiettivo forte e da percorrere. Da qui la necessità di creare degli spazi didattici e di conoscenza in grado di compattare sport-musica e gastronomia in un’unica grande tensione formativa. Infatti quello che urge e’ proprio una formazione -guidata da singoli esperti di settore ma capaci di ragionare in ensamble – atta a costruire una straordinaria e concreta amalgama tra sport, musica e gastronomia. Obiettivo non facile ma sicuramente percorribile. E a noi non piacendo le strade facili, decidiamo d’impegnarci in imprese “ardue” ma necessarie!